GIORGIO GRIFFA
Giorgio Griffa è un pittore astratto italiano. Nasce a Torino nel 1936, dove attualmente vive e lavora. Inizia a dipingere da bambino, e già a metà degli anni Sessanta le sue tele mostrano i primi elementi di astrazione e una profonda riflessione sullo status della pittura.
Le sue opere si distinguono per l’uso di segni, linee e gesti semplici tracciati su carta o su tele grezze, non preparate e senza telaio, dipinte a terra e poi fissate al muro con piccoli chiodi senza testa. Tratti e linee che «potrebbero appartenere alla mano di tutti». Il suo lavoro si articola in tredici cicli pittorici, ciascuno con un inizio ma senza una fine: i cicli si intersecano e si contaminano, dando forma a una pratica artistica aperta e continua.
Attivo sulla scena espositiva sin dalla fine degli anni Sessanta, ha partecipato a rassegne fondamentali come Prospekt (Düsseldorf, 1969 e 1974) e Processi di pensiero visualizzati (Kunstmuseum di Lucerna, 1970). È invitato alla Biennale di Venezia (nel 1978, 1980 e 2017), alla Quadriennale di Roma (1986 e 1999), alla Biennale di San Paolo (1977 e 2021), alla mostra Materials and Objects, Tate Modern, London (2019) e a Time & Place al Moderna Museet di Stoccolma (2008).
Giorgio Griffa annovera oltre 200 mostre personali in musei, istituzioni pubbliche e private e gallerie di tutto il mondo, tra cui Centre Pompidou - Paris, LAM - Lille, Camden Arts Centre - London, Fundação de Serralves - Porto, Fondation Vincent Van Gogh - Arles, Centre d'Art Contemporain - Genève, Bergen Kunsthall - Bergen, MACRO - Roma, GAM Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea - Torino.
Sebbene spesso associato a movimenti come Arte Povera, Pittura Analitica, Minimalismo e Arte Concettuale, Griffa ha sempre seguito una traiettoria autonoma, alimentata da interessi trasversali per la matematica, la filosofia, la poesia e la musica. Dopo più di cinquant’anni di carriera, il percorso di Griffa rimane unico, al di fuori di una corrente specifica. Dalla Tate Modern al Centre Pompidou, i suoi segni e i suoi colori sono altamente riconoscibili nelle collezioni e musei nel mondo.