Luca Pignatelli
  • La caccia, 2008 maniera a zucchero/collage mm 470x335

  • Arsenale, 2009 Maniera a zucchero mm 1000x990

  • Cantiere, 2012 maniera a zucchero/collage mm 705x795

  • Il circo, 2012 maniera a zucchero/collage mm 470x687

  • Bosco/2709, 2009 maniera a zucchero/collage mm 350x500

  • Incendie, 2012 maniera a zucchero/collage mm 566x400

  • La caccia, 2012 maniera a zucchero/collage mm 638x400

  • Figura tra le rocce, 2012 maniera a zucchero mm 403x710

  • Reliquia di San Marco, 2012 maniera a zucchero/collage mm 400x350

  • Leone in una foresta, 2012 maniera a zucchero/collage mm 830x710

  • Senza titolo, 2009 maniera a zucchero mm 279x205

  • Senza titolo, 2009 maniera a zucchero mm 355x260

  • da "Senza titolo", 2002 maniera a zucchero mm 355x255

  • da " Senza titolo" 2002 maniera a zucchero mm 355x255

  • da " Senza titolo" 2002 maniera a zucchero mm 355x255

  • da "Senza titolo", 2002 maniera a zucchero/collage mm 355x710

  • San lorenzo - Olympic flame, 2008 maniera a zucchero/collage mm 840x645

  • San lorenzo - Olympic flame, 2008 maniera a zucchero/collage mm 840x645

  • Dogana marittima, 2009 maniera a zucchero/collage mm 390x510

  • da " Senza titolo", 2002 maniera a zucchero mm 355x255

  • JU87/2745, 2009 maniera a zucchero mm 420x458

  • JU87/2745, 2009 maniera a zucchero mm 420x453

  • Bosco/2709, 2009 maniera a zucchero mm 350x500

  • Paesaggio con le bombe, 2009 maniera a zucchero mm 490x665

  • 2420 2009 maniera a zucchero/collage mm 435x595

  • Paesaggio con treno, alberi e ponte di ferro, 2009 maniera a zucchero/collage mm 485x730

  • Cantiere, 2015 maniera a zucchero/collage mm 1000x2000

Luca Pignatelli nasce a Milano il 22 giugno 1962, in una casa-atelier dove il padre Ercole esercita la sua attività di pittore e scultore.
Negli anni ’80 consolida le sue visioni poetiche seguendo i corsi tenuti alla Facoltà di Architettura. Spronato dall’idea della crescita sedimentaria della Storia per Pignatelli la pittura ha con il tempo un rapporto particolare: la compresenza di elementi e forme ascrivibili ad epoche diverse non è solo sognata ma è reale e vive dentro la sua opera.
È spinto a visitare i luoghi dell’ immagazzinamento, le aree di stoccaggio, i depositi militari i grandi cantieri dell’ingegneria. È affascinato dalla via dei misteri celati dietro le architetture anonime delle città portuali, con i loro cantieri e le movimentazioni delle merci, ma anche quelle del Partenone, di Vignola, di Leon Battista Alberti, di Loos e Mies van der Rohe, e di quelle incontrate nei suoi percorsi attraverso le città europee.
Pittore in grado di affrontare la sfida delle grandi dimensioni, Pignatelli lavora di norma su supporti anomali e già di per sé pittorici, teloni di canapa, legni e ferri, carte assemblate, sui quali interviene sovrapponendo il repertorio delle sue immagini, una sorta di catalogo dove compaiono mezzi meccanici, navi, aeroplani, paesaggi metropolitani, reminiscenze dell’antico rappresentate dai resti di statue e oggetti.
Verso la metà degli anni 90, le tele usate, sono quelle dei convogli merci, che correvano lungo le strade ferrate dell’Europa, ricucite e rattoppate, lacerate da tragitti continui ma che congelano la storia e aprono squarci ad altri viaggi verso i mondi dell’arte. La poetica include la fotografia come urgenza di utilizzare la citazione di altre icone appartenute ad un passato aureo.
Le monumentali sculture degli imperatori romani, le bighe trainate dai i cavalli, decontestualizzate e riproposte sulle tele lavorate con tecniche e soluzioni diverse, diventano parte importante della sua iconografia. L’opera di Luca Pignatelli conosce una risonanza di portata internazionale sin dagli anni ‘90.

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