Safet Zec
  • preghiera, 2004 acquaforte/puntasecca mm 692x487

  • mani sul volto, 2001 ceramolle/puntasecca mm 455x394

  • mani in preghiera, 2001 ceramolle/puntasecca mm 220x200

  • Sotto la chioma, 1994 acquaforte/puntasecca mm 660x980

  • grande casa bianca, 1997 acquatinta/puntasecca mm 1000x1350

  • la finestra aperta, 1993 acquaforte/puntasecca/collage/acquarellata mm 800x1000

  • omaggio a rembrandt, 2000 acquaforte/puntasecca mm 1000x1400

  • bentbasa, 1997 acquaforte/puntasecca mm 1000x1350

  • la camera di mia madre, 1994 acquaforte/puntasecca mm 990x1300

  • muro, 1994 acquaforte/puntasecca mm 1000x730

  • albero inclinato, 1995 acquaforte/puntasecca mm 1000x750

  • Tre finestre, 2010 acquaforte/puntasecca mm 552x850

  • tavolo rosso, 1996 acquaforte/puntasecca/collage mm 700x1000

  • tavolo rosso, 1998 acquaforte/puntasecca/collage mm 700x1000

  • abbraccio, 1997 acquatinta/puntasecca mm 1350x1000

Pittore e incisore, Safet Zec nasce nel 1943 a Rogatica, in Bosnia-Erzegovina.

Dopo gli studi compiuti alla Scuola di Arti Applicate di Sarajevo e all’Accademia di Belle Arti di Belgrado, Zec diventa la figura centrale del movimento artistico chiamato Realismo poetico.
Vive e lavora a Belgrado fino al 1989. Nei primi anni Novanta è uno degli artisti più importanti del suo paese e lo rappresenta alle maggiori e più importanti esposizioni internazionali. Negli anni che seguono è di nuovo a Sarajevo, fino al 1992 quando, a causa dalla guerra che colpisce la ex Jugoslavia, è costretto a lasciare il proprio paese e arriva in Italia, prima a Udine e poi a Venezia, che diventa per lui una seconda patria.
In Italia Zec deve ricostruire la sua esistenza e la sua attività (tutte le sue opere sono rimaste nello studio a Sarajevo). Senza fermarsi, lavora alacremente a nuove tele, disegni e incisioni. Già nel 1994 è pronto per la prima mostra in Italia, con questi nuovi lavori. Soltanto una decina di tele, arrivate da una galleria tedesca, sono testimonianza dell’opera precedente di Zec.
Espone in Italia, in Europa e negli Stati Uniti, con oltre 100 mostre all’attivo. Dalla fine del conflitto nei paesi della ex Jugoslavia, Zec ha ripreso un’assidua frequentazione con la sua terra. Lo Studio-Collezione Zec, nel cuore di Sarajevo, è stato riaperto ed è divenuto un centro di iniziative culturali, oltre che sede espositiva delle sue opere.
Nel 2004, in occasione dell’inaugurazione del nuovo ponte di Mostar, è stato presentato il volume “I PONTI” curato dall’Istituto Statale di Urbino-Scuola del Libro, con incisioni di SafetZec, accompagnate da racconti di Ivo Andric (Premio Nobel per la letteratura nel 1961).

Tra le innumerevoli esposizioni personali, si ricordano le più recenti in Italia:
Il Pane della Misericordia – Santuario di Loreto – Cantine del Bramante (2016);
La pittura come miniera – Fondazione Benetton Studi Ricerche – Treviso (2015);
Deposizione – Cappella della Passione, Chiesa del Gesù-Roma (2015 );
L’opera incisa – retrospettiva di disegni e incisioni alla Villa Manin di Passariano (2013);
Capolavori senza tempo – alla Rotonda della Besana a Milano (2012);
Il potere della pittura – personale antologica al Museo Correr di Venezia (2010).

Oggi SafetZec vive ed opera tra Sarajevo, Pocitelj, Venezia e Parigi.

​Il corpus calcografico ammonta ad oltre 250 lastre.

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