Nunzio
  • da "la natura del critico", 2001 xilografia mm 220x152

  • da "Filando i remi", 2000 xilografia mm 225x175

  • da "tra le cinque e le sette", 2003 acquaforte mm 246x200

  • da "tra le cinque e le sette", 2003 acquaforte mm 265x195

  • da "tra le cinque e le sette", 2003 acquaforte mm 248x197

  • da "tra le cinque e le sette", 2003 acquaforte mm 270x195

  • senza titolo, 2000 xilografia mm 225x175

Tra i maggiori esponenti della scultura italiana, Nunzio si è dedicato a indagare le possibilità espressive e formali della materia e le sue interrelazioni con lo spazio e la luce attraverso opere spesso cariche di significati metaforici. Ha ottenuto significativi riconoscimenti, dal premio Duemila per i giovani della Biennale di Venezia del 1987 alla Menzione d’onore della stessa Biennale del 1995. Dopo gli studi all’Accademia di belle arti di Roma con Toti Scialoja, ha esordito nel 1980 con serie di grandi superfici ondulate e irregolari di gesso dipinto, composte da due o tre elementi ancorati alla parete, che segnano subito il percorso dell’artista, sempre orientato a esplorare le possibilità espressive della materia e del suo rapporto con la luce e lo spazio. Dalla metà degli anni Ottanta ha cominciato a utilizzare nuovi materiali (ferro, lamine) creando forme più strutturate e di rigore geometrico e ha iniziato le combustioni su legno, talvolta insieme all’uso del piombo, che caratterizzano la sua produzione matura. Dagli anni Novanta si è dedicato anche al disegno, al pastello e alla tecnica mista, elaborando suggestive forme astratte che spesso preludono all’attività scultorea, nella quale sperimenta anche l’uso del bronzo. Dopo la prima personale a Bolzano (Galleria Spatia, 1981) e le collettive dei primi anni Ottanta con i cosiddetti artisti della “Nuova Scuola Romana”, operanti nel quartiere San Lorenzo di Roma, presso le gallerie La Salita e soprattutto l’Attico, ha continuato a esporre in importanti mostre sia in Italia sia all’estero (New York, Annina Nosei Gallery, 1985; Darmstadt, Mathildenhöhe, 1990-91; Perugia, Rocca Paolina, 1992; Spoleto, Festival dei due mondi, 1993; Osaka, Kodama Gallery, 1994; Bologna, Galleria d’arte moderna, Villa delle Rose, 1995; Bergamo, Galleria Fumagalli, 2000). Nel 2005 il Museo d’arte contemporanea di Roma (MACRO) gli ha dedicato una grande antologica. Nel 2007 prende parte alla collettiva San Lorenzo di Roma, presso Villa Medici e due anni dopo partecipa al MartRovereto Italia Contemporanea.
Le sue opere sono presenti in collezioni permanenti pubbliche e private, tra cui la GAM di Torino, la GNAM di Roma, il MAXXI di Roma, il Museum Moderner Kunst Stiftung Ludwig di Vienna, la Fondazione Maramotti di Reggio Emilia, il Museo Biedermann a Donaueschingen. Nel 2016 espone al Madre di Napoli, e il Museo Riso di Palermo gli dedica la più recente mostra personale; Nel 2017 è tra i protagonisti della mostra “YTALIA – Energia Pensiero Bellezza. Tutto è connesso”, al Forte di Belvedere e altre sedi, a Firenze.

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