Jannis Kounellis
  • Senza titolo, 2015 carborundum mm 2000x1000

    edition of 12

  • Senza titolo, 2015 carborundum mm 1000x2000

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Nasce a Pireo in Grecia il 23 marzo 1936 e nel 1956 si trasferisce a Roma dove frequenta l’Accademia di belle arti e ha le prime esperienze espositive. Fin dai primi lavori appare evidente la volontà di uscire dalla stagione artistica ‘informale’ e del dopoguerra per delineare un nuovo codice visivo in cui convivano l’arcaico, il classico e il contemporaneo in una dialettica elementare che porti alla costituzione dell’opera; è in questo ambito che a metà degli anni Sessanta nascono lavori, tutti ‘senza titolo’, in cui la materia vivente reca d suo colore, il suo peso, la sua forma su rigide strutture di supporto. Nel 1967 la svolta linguistica: Kounellis rovescia sul pavimento dello studio un quintale di carbone e ne delimita la volumetria con una linea bianca. Il gesto sancisce l'”uscita dal quadro”, una nuova concezione di fare pittura con l’elaborazione dello spazio in misura reale. Nel 1969, portando alle estreme conseguenze il processo linguistico intrapreso, espone dodici cavalli vivi disposti lungo le pareti della galleria L’Attico di Roma e nello stesso anno a Parigi espone una serie di fiammelle a gas poste all’altezza dello sguardo dell’osservatore che ne coglie non solo la luminosità e il colore, ma anche il suono e l’odore. In entrambi i casi l’azione di Kounellis è altresì rivolta a denotare il perimetro dello spazio considerato come cavità teatrale ove attuare una propria drammaturgia. in tali modi, dopo avere contribuito alla nascita e alla formulazione dell'”Arte Povera”, negli ultimi anni il lavoro di Jannis Kounellis definisce con cruciale incisivìtà il nodo e i rapporti con la tradizione e l’epos popolare, affrontando i problemi riguardanti la centralità dell’artista e l’esempio civico dell’arte nella società contemporanea con formalizzazioni che, a volte pervase di alto lirismo, in altre da una solenne sobrietà formale, ripercorrono la storia dalla classicità alle avanguardie storiche del Novecento, fino alla modernità. Muore a febbraio 2017.

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