Emilio Vedova
  • da "Gli Angeli di Vedova", 1989 acquatinta mm 250x350

  • da "Gli Angeli di Vedova", 1989 acquatinta mm 250x350

  • da "Gli Angeli di Vedova", 1989 acquatinta mm 250x350

  • da "Gli Angeli di Vedova", 1989 acquatinta mm 250x350

  • da "Gli Angeli di Vedova", 1989 acquatinta mm 250x350

  • dal ciclo "Oltre", 1989 acquatinta mm 500x350

  • dal ciclo "Oltre", 1989 acquatinta mm 500x350

  • Colombiadi, 1992 acquatinta mm 950x1800

  • Registrazioni, 1979 acquatinta mm 350x500

  • Omaggio a Piranesi, 1976 acquatinta mm 500x350

  • De America 1977 acquatinta mm 500x350

  • Carnevale 1976 acquatinta mm 500x350

Emilio Vedova nasce nel 1919 a Venezia. Autodidatta, si oppone al neorealismo passando atraverso diverse esperienze figurative, tra cui l’Espressionismo del gruppo Corrente, a cui aderisce nel 1942. Nel 1944-’45 partecipa alla resistenza. Nel dopoguerra è fra i protagonisti della Nuova Secessione poi divenuta Fronte Nuovo delle Arti. Con questo gruppo partecipa, nel 1948, alla Biennale di Venezia. Nel 1950 entra a far parte del Gruppo degli Otto di Lionello Venturi. Negli anni cinquanta approda all’Informale. Inizia l’attività grafica nel 1958. Espone a Roma, a Kassel e ad Amsterdam, New York, Washington. Negli anni cinquanta, inoltre, realizza i primi “Plurimi”; nel 1962-’63: opere – sculture – architetture che si articolano nell’ambiente espositivo. Dal 1965 al ’67 lavora al grande Spazio – plurimo – luce, all’EXPO di Montrèal. Negli anni 1965 – ’66 e ottanta tiene conferenze in molte Accademie di belle arti e istituzioni culturali negli Stati Uniti e in Messico. Insegna alla Sommerakademie di Salisburgo nel periodo 1965 – 1969. Dal 1975 al 1986 è docente all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Dall’intenso rapporto di amicizia con il musicista Luigi Nono nascono opere come “Intolleranza ’60”, per la quale ha realizzato scenografie e costumi, e “Prometeo” (1984) che si è avvalsa dei suoi “interventi – luce” inseriti nella struttura lignea progettata da Renzo Piano. Con la sua presenza ha segnato la Biennale (Gran premio per la pittura nel 1960 e alla carriera nel 1997) e la rassegna di Kassel “(D) Documenta”, alla quale ha preso parte quattro volte.
La sua opera grafica, condotta con intensità dal 1958, è estremamente vasta e si compone soprattutto di incisioni, perlopiù stampate dalla stampatore Corrado Albicocco, dove si esprime con grande intensità l’esplosione dei suoi segni in nero.
Emilio Vedova è morto a Venezia nel 2006 all’età di 87 anni, a poco più di un mese dalla scomparsa della moglie, Annabianca.

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