David Tremlett
  • East, 2012 acquatinta mm 1000x2000

  • Drawing in three sections, 2014 acquatinta mm 700x1500

  • Drawing in three sections, 2014 acquatinta mm 700x1500

  • Form of rithm, 2014 acquatinta mm 650x650

  • Pile up, 2014 acquatinta mm 260x1105

  • Untitled, 2007 acquatinta mm 380x1440

  • Wall composition in three sections, 2015 acquatinta mm 980x1190

  • If things could talk, 2005 acquatinta mm 515x510

  • If things could talk, 2005 acquatinta mm 515x510

  • If things could talk, 2005 acquatinta mm 515x510

  • If things could talk, 2005 acquatinta mm 515x510

  • Between you and me, 2006 acquatinta mm 295x295

  • Between you and me, 2006 acquatinta mm 295x295

  • Between you and me, 2006 acquatinta mm 295x295

  • Between you and me, 2006 acquatinta mm 295x295

David Tremlett (1945), nativo della Cornovaglia, è un artista che lavora con media differenti, quali la scultura, l’installazione e il disegno.
La sua iniziazione artistica avviene nell’ambito della scultura, che coltiva attraverso studi condotti alla Birmingham School of Art e in seguito presso il Royal College of Art di Londra. Ad alimentare il suo immaginario artistico contribuiscono i numerosi viaggi che gli consentono di entrare in contatto con culture diverse, e gli forniscono fonti e modelli di ispirazione molteplici. Fin dal 1969 sperimenta con dedizione il wall drawing, servendosi come medium privilegiato del pastello, al contempo fragile ed etereo ma anche strutturalmente forte. Tremlett manifesta un particolare interesse per i lavori site-specific, destinati a durare per un periodo circoscritto di tempo, prima di essere inevitabilmente alterati da elementi naturali. Innumerevoli sono, a partire dai tardi anni ’70, gli interventi che comprendono immagini disegnate sulle pareti di musei, gallerie e spazi non convenzionali quali vecchie chiese ed edifici in rovina: la cappella detta del Barolo a La Morra, in collaborazione con l’amico Sol LeWitt (1999), l’ambasciata britannica a Berlino (2000), la chiesa di Villeneauxe-la.Grande (2005), la sinagoga di Zamosc (2006),il British Council Building di Nairobi (2014). La consacrazione del lavoro dell’artista giunge presto dalle più prestigiose istituzioni internazionali: nel 1992 viene inserito nella rosa dei candidati per il Turner Prize, e nel corso del tempo i suoi lavori vengono ospitati presso gallerie e musei tra i più autorevoli: dal Centre Pompidou di Parigi al Museo Stedelijk di Amsterdam, dal Musee des Beaux Arts di Grenoble al Museo Pecci di Prato ,dalla Fundaciò Joan Mirò a Barcellona fino al Museum of Modern Art di New York,oltre che presso Gallerie quali la Serpentine di Londra,la Mizuma Art Gallery di Tokyo e la Nigel Greenwood di Londra in cui l’artista esordisce nel 1970. Nel 2011 realizzata appositamente un lavoro “Drawing for Free Thinking” commissionato per la Tate Britain in cui interagisce con la planimetria e le caratteristiche architettoniche dello spazio,lavorando con pastelli che strofina direttamente sul muro servendosi dei palmi delle mani, l’anno successivo ha esposto “New work on paper” presso la Galleria Gering & Lòpez di New York e nel 2013 un’ampia e articolata serie di wall drawings per la Galleria Ikon di Birmingham.

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